Gestione del capitale nel poker - Gestione del capitale e aspetti psicologici.
Venerdì 09 Aprile 2010 13:50
La gestione del capitale, non può tuttavia essere sintetizzata da formule matematiche. Le tabelle di sopra si limitano a garantire che giocando meglio degli avversari avrete dei profitti nel lungo periodo e rendono molto improbabile, quasi impossibile, andare in bancarotta per sfortuna.
Tuttavia, una volta raggiunta una certa padronanza nel gioco, incrementato il proprio capitale, ed iniziando ad essere vincenti a livelli bassi e medi, pur non arricchendosi, si iniziano già ad avere dei piacevoli profitti e spesso passando di livello si incontrano delle difficoltà in quanto può iniziare a dare molto fastidio perdere cifre relativamente maggiori. Altri giocatori accettano malvolentieri un level down e si ostinano poi a giocare scared nel nuovo limite con pessimi risultati.
In questa fase si consiglia di scegliere molto accuratamente quando salire di limite in base al proprio carattere, e alle proprie capacità, non solo strettamente tecniche e pokeristiche:
Se ci si rende conto di essere orgogliosi, un po' più soggetti a tilt, di essere disposti malvolentieri a scendere di limite in seguito ad un periodo sfortunato, e di vivere la cosa più o meno consciamente, come una sconfitta personale, allora è consigliato ritardare leggermente il level up e arrivare al limite successivo con un cospicuo capitale in modo da poter ammortizzare più facilmente le eventuali angherie della malasorte.
Al contrario se si ritenesse di avere un ottimo edge sugli avversari, si avesse voglia di nuove sfide, e un eventuale level down non costituisse un gran problema, allora sarebbe possibile mantenere la gestione del capitale inizialmente pianificata o addirittura utilizzarne una leggermente più aggressiva e rischiosa.
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Scritto da Frekks
Ultimo aggiornamento Lunedì 12 Aprile 2010 14:29















